I giovani si interrogano sui luoghi comuni

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Qualcosa del genere“Insomma lei dev’essere d’una ignoranza estrema, deve limitarsi, se devo dirla tutta, a filare, cucire, amarmi e dir preghiere.”
[Moliere]

Quanti luoghi comuni esistono su uomini e donne e come nascono? I ragazzi del Laboratorio Teatrale Giovanile guidato da Maria Teresa Delogu se lo sono chiesto e la loro risposta la troviamo in “Qualcosa del genere”, una rappresentazione teatrale in cui, partendo dalla “Scuola delle mogli” di Molière, che ipotizzano di dover mettere in scena, si confrontano su come i due sessi si vedono l’un l’altro, su come li vedono gli adulti e i mass media e su come invece si sentono e vorrebbero essere visti dagli altri nel loro essere giovani uomini e giovani donne.

Tra i tanti momenti dello spettacolo, tre mi hanno particolarmente colpito per le implicazioni che contengono e le riflessioni che mi inducono a fare: il loro racconto di come noi adulti contribuiamo inconsapevolmente al radicarsi dei tanti luoghi comuni sui due generi attraverso i modelli di comportamento che fin da piccoli proponiamo loro; la difficoltà di dialogo tra genitori e figli quando i figli reclamano la loro libertà di scelta e i genitori non sempre hanno gli strumenti per aiutarli a comprendere le possibili conseguenze delle scelte più importanti; la crudezza con cui denunciano, attraverso l’inserimento nello spettacolo di uno spezzone de “Il corpo delle donne”, di un modello di donna troppo spesso presentato dai media, in cui non si riconosco e non vogliono riconoscersi.

Tre messaggi importanti che contengono  la richiesta di riappropriarsi dello spirito critico necessario affinché ogni persona sia considerata prima di tutto come essere umano, con tutta la sua inimitabile unicità, anziché costretta ad uniformarsi a luoghi comuni e cliché che ne annullano l’essenza più profonda.

Luisa

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