Per trovare lavoro serve una mente imprenditoriale

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Cercare Lavoro

Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare ‘usque ad finem’, ‘fino alla fine’.
[Rita Levi Montalcini]

Anni fa, su un blog che trattava tematiche inerenti alla ricerca del lavoro, scrissi un articolo che ripropongo perché mi sembra ancora di grande attualità.

L’articolo iniziava così: “Inutile negarlo: trovare lavoro quest’anno è stato più difficile rispetto all’anno scorso e molto più complicato rispetto a quanto è accaduto nell’ultima decade. Offerte ridotte rispetto ad una domanda elevata, accresciuta non solo dai giovani in cerca della prima occupazione, ma anche da professionisti e manager che hanno perso il lavoro a causa della crisi. Davanti a questo scenario non proprio ottimista, se ci si rassegna o ci si abbatte, si parte sconfitti in partenza!”

Proseguiva con un’intervista, tratta da “Il Sole24ore – Trovare Lavoro” di lunedì 19 ottobre 2011, a Pier Luigi Celli, preside della Luiss ed ex Direttore HR di Grandi Gruppi Italiani, in cui Celli diceva: “La rassegnazione è il peggior nemico, sia per i neolaureati che per i senior licenziati. I posti sono pochi ma per chi sa giocare bene le proprie carte trovare lavoro è possibile”.

Nell’intervista Celli sosteneva che è necessario per tutti acquisire una mentalità imprenditoriale, che implica:

  • analizzare e valutare la propria storia professionale e le competenze acquisite (Bilancio di Competenze),
  • esplorare le opportunità del mondo del lavoro ed in particolare dei propri settori di interesse (Analisi di Mercato),
  • fare un progetto professionale che tenga in considerazione sia il proprio profilo che quello del mercato lavorativo (Business Plan), individuando le possibili alternative e prospettive di sviluppo,
  • costruire un piano di azione che comprenda le strategie da utilizzare per trovare lavoro, i canali di ricerca più adeguati, la stesura di uno o più CV specializzati, in base alle posizioni per cui ci si candida, la scelta di corsi di formazione per specializzarsi e/o riqualificarsi,
  • armarsi di pazienza, determinazione e flessibilità durante la fase di ricerca,
  • prepararsi ai colloqui di lavoro.

Secondo Celli infatti non basta presentarsi al colloquio con un buon curriculum, ma bisogna dimostrare voglia di fare, proporre idee nuove e progetti di sviluppo di business, in modo da differenziarsi dagli altri candidati e valorizzare il proprio potenziale.

Celli concludeva dicendo che costruire e portare avanti un piano di lavoro di questo genere da soli non è affatto agevole e che in alcuni casi può essere opportuno chiedere il supporto di operatori specializzati, quali gli operatori dei Centri per l’Impiego, quelli di società di outplacement oppure i consulenti e i coach di carriera.

Può essere d’aiuto anche la lettura di alcuni libri che costituiscono delle vere e proprie guide alla ricerca del lavoro più adeguato al proprio profilo professionale, alle proprie aspirazioni e alle proprie esigenze, come Sopravvivere al lavoro di Elisabetta Bianchi e Veronica Speri.

A presto!

Luisa
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