Vampiri energetici in amore

Vampiri energetici in amore: come riconoscerli e riprendere il controllo della propria vita

Lungo la strada incontrerai i vampiri emozionali, ti succhiano tutta l’energia finché non gli sarai più utile. Sfortunato è chi non sa riconoscerli. [Fabrizio Caramagna]

Cara Luisa,

mi chiamo Martina e ho 45 anni. Ti scrivo perché sono mesi che mi sento bloccata in una perenne sala d’attesa emotiva.

Ho da poco chiuso con un uomo che amavo moltissimo: mi capiva come nessuno, avevamo una connessione mentale rara, ma era costantemente fagocitato dai suoi drammi personali. Diceva di volerci essere e di voler vivere la nostra relazione in modo concreto ma poi ogni incontro programmato saltava regolarmente a causa di qualche impegno. Una volta era il lavoro, una volta il figlio, una volta la mamma anziana.

Alla fine mi sono allontanata e ho cominciato a dare corda a un altro uomo, più presente durante la giornata ma incapace di andare in profondità: liquida ogni argomento con poche frasi, anche quando ciò di cui gli parlo coinvolge la mia parte emotiva in profondità.

Il risultato di tutto questo? Mi sento perennemente stanca, dormo male e sul lavoro arranco. Spesso, quando l’assenza di un partner con cui sentirmi davvero in sintonia si fa più pesante, mi rifugio nel cibo, il che mi fa aumentare di peso e mi getta in un continuo stato di prostrazione sia mentale che fisica e anche la mia casa, di solito impeccabile, spesso sprofonda nel caos.

Insomma, mi sento sempre più incapace di gestire la mia vita e non so come uscirne. Sono anch’io vittima dei vampiri energetici in amore di cui ho sentito spesso parlare?

Martina


Cara Martina,

fermati un attimo e smetti di giudicarti per reazioni che sono del tutto fisiologiche e naturali.

Il disordine della tua casa, la fatica professionale e l’uso del cibo come anestetico non sono dovuti a mancanza di volontà, a pigrizia o a qualcosa in te che non “funziona come dovrebbe”: sono le conseguenze di un’emorragia energetica prolungata. Il tuo cervello è andato in burnout perché ha usato mesi di banda larga cognitiva per giustificare le assenze, decodificare i silenzi e tollerare le attese.

Ma attenzione a non commettere l’errore di sentirti in colpa o di rimproverarti: questa energia non è stata “sprecata”. Niente è mai uno spreco se lo sappiamo usare per conoscerci sempre meglio. Hai impiegato quelle risorse per esplorare i tuoi confini, per capire quanto a fondo potevi amare e per arrivare, oggi, a questa lucida stanchezza che ti permette di dire basta.

Non c’è nulla per cui tu debba sentirti in colpa. Quando il sistema nervoso è stato così a lungo intasato dai vampiri energetici in amore, è fisiologico che la stanchezza prenda il sopravvento e persino caricare una lavastoviglie diventi un’impresa titanica.

Analizziamo il primo uomo con freddezza chirurgica. L’amore, da solo, non basta se manca la logistica per viverlo. Lui poteva avere tutta la sensibilità del mondo, ma nei fatti ti ha ampiamente dimostrato che, malgrado le sue intenzioni, nella sua vita, semplicemente, non c’era spazio per te. Le sue promesse di presenza erano assegni scoperti che tu hai pagato con la tua stabilità emotiva. Aver chiuso quella porta non è stato un fallimento, ma un vitale istinto di sopravvivenza.

Il secondo uomo, invece, ti sta confermando che abbassare i tuoi standard non è mai la soluzione. La sua incapacità di entrare in connessione profonda con te amplifica il tuo desiderio di presenza emotiva e ti sbatte in faccia il vuoto che quell’assenza crea, spingendoti a cercare gratificazione immediata nel cibo per non sentire la noia e la frustrazione del suo saper stare solo in superficie.

Entrambi, anche se per motivi diversi, si sono comportati con te come vampiri energetici in amore, consumando di fatto le tue energie mentali e, conseguentemente, fisiche.

I vampiri energetici in amore: chi sono e come riconoscerli

Spesso commettiamo l’errore di immaginarli solo come manipolatori cinici o carnefici consapevoli, quando in realtà assumono frequentemente le sembianze dell’uomo tormentato e incompreso, o dell’eterno superficiale.

Un vampiro energetico è chiunque instauri con te una dinamica strutturalmente asimmetrica: si nutre della tua empatia, della tua capacità di ascolto e della tua ostinata pazienza, senza mai offrire in cambio una presenza solida e concreta.

Ti agganciano con il miraggio del loro potenziale irrisolto o ti intrattengono con briciole di attenzioni vuote, delegando a te tutto il lavoro emotivo.

Mentre tu impieghi le tue migliori risorse per giustificare le loro assenze o per dare spessore a interazioni che non ne hanno, loro assorbono la tua vitalità per colmare le proprie lacune, lasciandoti letteralmente svuotata e senza più la forza materiale per prenderti cura di te stessa e del tuo ambiente.

Come recuperare l’energia sottratta dai vampiri energetici in amore

Riacquistare la capacità di gestire la nostra vita passa necessariamente per una revisione critica delle nostre relazioni e per un allontanamento emotivo e quindi fisico (anche con l’eliminazione dalla rubrica del telefono) da quei vampiri energetici in amore che ci hanno usato come sala d’attesa o, ancora peggio, come bidone per la propria spazzatura emotiva.

Cura e rispetto di sé è anche smettere di accettare la mediocrità per paura del vuoto e della solitudine.

Quando avrai arginato questa dispersione chiudendo le porte che vanno chiuse, vedrai l’energia per riordinare la tua casa e la tua vita tornare in modo del tutto spontaneo.

Non importi di sistemare tutto il caos in una volta sola, finiresti per sentirti di nuovo sovraccaricata. Prova invece a immaginare una piccola routine che sia davvero sostenibile per te, un gesto minimo di cura verso il tuo spazio da poter mantenere nel tempo.

È trasformando quel singolo atto in una nuova, solida abitudine che riprenderai, un passo alla volta, il controllo totale dei tuoi confini e della tua serenità.


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Informazioni sull'autore

Luisa Rosini

Sono una che si fa tante domande e cerca di andare sempre oltre le apparenze. Questa mia attitudine, unita alla formazione in counseling e in coaching, mi permette di comprendere velocemente l’essenza della persona che ho davanti (motivazioni, valori, attitudini, competenze, aspirazioni) e di intuirne la vocazione ossia lo scopo che la spinge ad agire.

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