Cambiare gli altri cambiando il modo di comunicare con gli altri

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Cambiare noi per cambiare gli altri

La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione.
[Carl Rogers]

La prima volta che mi sono sentita dire che per cambiare gli altri devi prima cambiare il tuo modo di comunicare con gli altri è stato ad un corso di PNL (Programmazione Neurolinguistica). Devo ammettere che mi ci è voluto un po’ per comprendere il senso profondo di questa affermazione e farla mia. Nonostante a quel corso mi fosse stato ampiamente spiegato che nessuno ha il potere di cambiare gli altri, se gli altri non sono disposti a cambiare, e che le reazioni degli altri dipendono anche da come noi comunichiamo con gli altri, per lungo tempo ho continuato ad illudermi di poter cambiare gli altri senza dover prima cambiare qualcosa di me. Continua a leggere

La nostra storia è finita e ho anestetizzato il dolore collezionando storie sbagliate

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Abbandono

Diventi maturo solo quando sei pronto ad affrontare il dolore del tuo essere.
[Osho]

Buongiorno Luisa,
in questo periodo mi sto guardando indietro, cercando di capire perché, negli ultimi anni, dopo la fine di una storia importante, anziché prendermi il tempo necessario per elaborare la perdita, ho reagito tuffandomi a capofitto nella ricerca, quasi spasmodica, di un nuovo compagno, con il risultato che, quasi sempre, mi sono avvicinata ad uomini sbagliati e, quando non lo erano, ho messo in atto dinamiche che hanno finito per allontanarli. Continua a leggere

Amori a distanza, è davvero la distanza il problema?

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Amori a distanza“Non si è mai lontani abbastanza per trovarsi.” [Alessandro Baricco]

“Ciao Luisa,
la scorsa estate  ho conosciuto una ragazza che fin da subito ha colpito la mia attenzione. Ci siamo sentiti spesso, dopo quell’occasione, e siamo entrati subito in confidenza, fino a frequentarci. Quella che poteva essere una storiella estiva, si è trasformata in una relazione profonda, coltivata nonostante la distanza (abitiamo a poco più di 500 km l’uno dall’altro), vedendoci un weekend al mese circa, con grande impegno da parte di entrambi. Skype, whatsapp, lettere aperte, vedersi di rado, sembravano bastarmi e per 5 mesi le cose sono andate benissimo.

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Cartomante sì, psicoterapeuta no

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Cartomante sì psicoterapeuta no

“La mente ha un suo modo di lavorare dietro le quinte per arrivare a una decisione,
e all’improvviso appare chiaro cosa s’intende fare.”
[A.C. Benson]

Tempo fa mi è capitato di parlare con un cartomante, uno di quelli che lavora in un call center e risponde alle persone che chiamano per sapere come si evolverà un particolare aspetto della loro vita. Mi ha parlato del suo lavoro, spiegandomi che è necessario essere un po’ psicologi per capire cosa e come rispondere a chi chiede del suo futuro, perché non tutti sono capaci di accettare la verità. Mi ha anche spiegato che spesso, tra operatore e cliente, si crea una relazione che può durare anche molto tempo e che l’abilità richiesta ai cartomanti di call center è proprio quella di sapere creare una rapporto di fiducia che si traduca in telefonate prolungate e possibilmente ripetute, poiché è il guadagno per il call center, e quindi per il cartomante, è strettamente dipendente dal numero di telefonate e dalla loro durata. Il mio interlocutore mi ha parlato di telefonate che durano anche un’ora. Continua a leggere

Il coraggio di lasciar andare

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Il coraggio di lasciar andareLa sofferenza che proviamo quando finisce una storia importante è assimilabile a quella che accompagna la perdita di una persona cara.
[L. Rosini]

Quando finisce una storia importante, così come quando perdiamo una persona cara, abbiamo bisogno di tempo per trovare il coraggio di lasciar andare l’altro e guardare avanti ma, mentre nel secondo caso siamo aiutati dalla consapevolezza che nulla potrà restituirci la persona amata, nel primo caso può accadere che, per placare il senso di vuoto che stiamo provando, torniamo a cercare l’altro, a volte anche per molto tempo. Continua a leggere

I giovani si interrogano sui luoghi comuni

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Qualcosa del genere“Insomma lei dev’essere d’una ignoranza estrema, deve limitarsi, se devo dirla tutta, a filare, cucire, amarmi e dir preghiere.”
[Moliere]

Quanti luoghi comuni esistono su uomini e donne e come nascono? I ragazzi del Laboratorio Teatrale Giovanile guidato da Maria Teresa Delogu se lo sono chiesto e la loro risposta la troviamo in “Qualcosa del genere”, una rappresentazione teatrale in cui, partendo dalla “Scuola delle mogli” di Molière, che ipotizzano di dover mettere in scena, si confrontano su come i due sessi si vedono l’un l’altro, su come li vedono gli adulti e i mass media e su come invece si sentono e vorrebbero essere visti dagli altri nel loro essere giovani uomini e giovani donne.

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Se ti trucchi ti lascio

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Se ti trucchi ti lascio“La solitudine ci fa paura perché siamo portati a considerare più le nostre debolezze che le nostre capacità.”
[M.G. Scuderi]

Se ti trucchi ti lascio fu una delle prime cose che mi disse all’inizio della nostra storia. Poi ci furono i vari se ti tagli i capelli, se ti tingi i capellise ti metti lo smalto. Non erano cose fondamentali per me e pensai che ti lascio fosse solo il suo modo per esprimere la sua preferenza. Continua a leggere